SHER: un lavoro all’insegna della sostenibilità, ogni anno

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L’impatto ambientale dell’industria tessile è sempre più significativo. Si stima che la produzione tessile sia responsabile di circa il 20% dell’inquinamento globale dell’acqua potabile a causa dei vari processi a essa legati. Nello specifico, l’inquinamento atmosferico prodotto dall’industria tessile include: ossidi di azoto, di zolfo e di cloro, composti organici volatili, vapori di anilina, acido solfidrico e cloro. Dai risultati dell’ultimo rating del WWF si constata che la maggior parte delle imprese utilizza ancora troppe poche materie prime riciclate o prodotte in modo sostenibile: consumano eccessive quantità di acqua che, nell’intera catena di creazione del valore, subisce forti inquinamenti. I risultati mostrano inoltre come solo poche aziende impieghino strumenti scientifici e applichino idonee misure per costituire una solida metodologia di gestione ambientale all’interno dell’impresa.

«Business as usual», lavorare secondo le prassi consolidate, non è più una strada accettabile nel lungo periodo e neanche nel breve: non solo per la redditività del settore, ma e soprattutto per gli effetti sull’ambiente.

Secondo l’ultimo report di Textile Exchange realizzato a dicembre 2023, l’utilizzo pro capite di tessuto ha avuto un’impennata seria e preoccupante: si è passati da una media di 8,3 kg a persona del 1975, ai 14,6 kg del 2022. Quasi il doppio. 

Un aumento esponenziale della produzione di fibre, ha chiaramente un impatto rilevante sul nostro pianeta.

Di conseguenza, anche l’acquisto consapevole di un prodotto, nello specifico di abbigliamento, da parte del consumatore diventa così un importante atto sociale e potremmo dire, politico.

 

Noi di SHER crediamo con serietà e sin dal primo giorno nella ricerca di soluzioni nel nome della sostenibilità, in ogni fase della nostra produzione. A partire dalla progettazione dei capi, con la scelta dei migliori partner leader nel campo dello sviluppo sostenibile: scegliamo tessuti, materiali e processi che migliorano le prestazioni e riducono l’impatto sull’ambiente, dalla selezione delle materie prime, alla fase di produzione e confezionamento, fino alla vendita, con packaging riutilizzabili. Ogni anno ci impegniamo a rispettare e migliorare gli standard nel nome della responsabilità ambientale.

Noi di SHER lavoriamo nel rispetto di un modello Slow Fashion, l’approccio che salvaguardia l’ambiente, le persone, gli animali.

Nel 2023 abbiamo lavorato in controtendenza rispetto al sistema imperante del Fast Fashion e in particolare a quello classico dell’abbigliamento sportivo, dove i brand rinnovano in media le proprie collezioni dell 80%, integrando un numero elevato di modelli di prodotto e colori ogni stagione: un modello che implica massicce produzioni di materiali e relativi scarti.

La collezione SHER 2023 ha incluso invece solo il 18% di prodotti nuovi rispetto al 2022, ha visto l’aggiornamento del 5% dei prodotti già esistenti e ha proposto 3 colori a integrazione di quelli precedenti. Il restante 77% della collezione è rimasto invariato, con prodotti senza tempo, di altissima qualità.

Abbiamo inoltre integrato nella nostra collezione di prodotto e nel packaging un quantitativo pari a 1340 kg di tessuto deadstock, materiale tessile proveniente dagli scarti dei nostri produttori e fornitori di tessuti, lavorati in Italia e Portogallo.

Tutti i tessuti finiti utilizzati per realizzare i nostri prodotti, sono stati acquistati in Italia (a eccezione unicamente dei nostri calzini, provenienti dal Portogallo), questo perché vogliamo ridurre al minimo i trasporti, scegliendo materie prime vicino al luogo di produzione.

 

Se la sostenibilità passa dalla ricerca e la scelta delle materie prime alle fasi della produzione, non possiamo dimenticare anche la fase della vendita: l’approccio al consumatore, un momento significativo per SHER per contribuire anche alla sensibilizzazione verso questo tema.

Abbiamo così pensato e voluto fortemente anche un packaging intelligente, a impatto zero: abbiamo utilizzato ben 40 metri di tessuto deadstock prodotto in Portogallo che altrimenti sarebbe stato destinato al landfill, quindi bruciato, per creare sacchetti in tessuto riutilizzabili, come porta scarpe, porta casco, o semplicemente per proteggere e contenere i nostri oggetti e prodotti di abbigliamento dalla polvere o per il cambio stagione.

Il nostro impegno sin dal primo giorno nel nome della sostenibilità, nel 2023 ci ha portato a un prestigioso riconoscimento: SHER è diventata ufficialmente parte della Ellen MacArthur Foundation’s Community, l’ente più autorevole e influente a livello globale che promuove il processo delle aziende internazionali nella transizione verso un’economia circolare e sostenibile. Essere membro della Ellen MacArthur Community certifica così, in modo ufficiale, la responsabilità e le azioni di SHER a garanzia della sostenibilità, in ogni fase della sua attività.

 

“Il continuo lavoro di ricerca e lo studio costante sulle vestibilitá, capaci di offrire alle donne di tutte le taglie e conformazioni un look impeccabile, sono fondamentali e alla base per alimentare un modello di business sostenibile e insieme vincente. I capi SHER sono l’esempio di una produzione di eccellenza italiana nel settore della manifattura, capace di garantire che ogni singolo prodotto duri nel tempo, con un design e uno stile imbattibile, che non segue una tendenza, ma la supera. Il nostro impegno in questa direzione è vivo dal primo giorno, e ogni anno diventa più importante.” Sara Canali – founder SHER

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